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INTIMAMENTE ARTEMISIA

INTIMAMENTE ARTEMISIA -acrilico e pasta materica su tela 60*60 – 2022

L’opera è dedicata alla personalità di Artemisia Gentileschi

Descrizione

L’opera è dedicata alla personalità di Artemisia Gentileschi

Primogenita del pittore Orazio Gentileschi e di Prudenzia Montone, morta di parto quando Artemisia ha solo dodici anni, dimostra un precoce e spiccato talento pittorico che matura nello studio del padre, già esponente di primo piano del caravaggismo romano. Nella importante bottega di Orazio lavorano, con Artemisia e altri pittori, anche i suoi sei fratelli.
La sua attività presso la bottega del padre termina in seguito al processo avvenuto nel 1612, voluto da Artemisia e dalla famiglia in seguito alla violenza di Agostino Tassi, suo maestro di prospettiva, che al tempo della vicenda era impegnato, insieme a Orazio, alla decorazione di Palazzo Pallavicini Rospigliosi a Roma.
Dal processo il Tassi esce praticamente indenne, mentre i Gentileschi devono subire pesanti condanne morali, oltre alla crudezza dei metodi inquisitori del Tribunale, di cui è rimasta esauriente documentazione . Merita ricordare che Artemisia accetta di testimoniare sotto tortura, di provare la sua verginità precedente allo stupro, e viene sottoposta alla sibilla, supplizio progettato per i pittori, che consiste nel fasciare loro le dita delle mani con delle funi fino a farle sanguinare.
” Mia illustre signoria, Le mostrerò cosa può fare una donna”  – Artemisia.
Al giorno d’oggi Artemisia Gentileschi è vista da molti come una delle icone femministe più stimolanti del Seicento. Era testarda, audace e volitiva e aveva bisogno di tutte queste caratteristiche per riuscire a lasciare la casa di famiglia e farsi un nome in modo indipendente.Barriere e ostacoli furono sistematicamente posti di fronte a lei, in modo particolare nelle prime fasi della sua carriera, ma era determinata a non sprecare l’incredibile talento dato da un’innata predisposizione alla pittura e dai preziosi insegnamenti del padre e maestro, Orazio Gentileschi.
Le esperienze traumatiche che hanno costellato la sua vita hanno contribuito a rafforzare il suo carattere nel tempo rendendola ancora più determinata e ostinata.
Nel tempo in cui persino una delle violenze più celebri può diventare un romanzo erotico, negli anni in cui le parole hanno perso il loro significato, trapassando di campo semantico in altro mischiandosi in una nebulosa attenuante, Agostino Tassi, lo “stupratore” – tra virgolette, sì, come fosse stupro ma non troppo – di Artemisia Gentileschi, può finire quasi riabilitato.È Artemisia che deve essere posta al centro. Artemisia moderna, che seppe lottare contro i pregiudizi di un’epoca, affermarsi con le proprie forze, Albatros regale in volo destinata a essere derisa sulla terra da contemporanei che non sapevano che farsene – come sempre – delle menti superiori.

 

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