METAMORFOSI

Tutto nasce dalla Madre terra…Gaia.
Nell’antica Grecia si narrava che all’inizio dei tempi esistesse solo l’oscurità, una sorta di buco nero, che i greci chiamavano Chaos: un abisso senza fine dove niente era definito e dove non esisteva il concetto di ordine. Dal Chaos emerge Gaia, ovvero Madre Terra: ella è forma distinta, solida, visibile e tangibile. Gaia appresenta l’idea primordiale di ordine ed equilibrio cosmico. Il concetto di Madre Terra appartiene a molte mitologie ancestrali; popoli diversi, in luoghi diversi, con differenti nomi hanno venerato la genitrice di ogni essere vivente: Gaia per i Greci, Tellus per i Romani, Joro per i Norreni. Ad incarnare l’archetipo del divino, nelle culture più antiche, è sempre un essere femminile, poiché rappresentazione del mistero della nascita.

La natura nella sua maestosità, racchiude affascinanti storie legate ad alcune sue creature botaniche. Miti e leggende anche millenarie, che raccontano le piante in una veste misteriosa, avvincente e romantica, talmente coinvolgente da suscitare maggiore fascino ed interesse rispetto alle loro proprietà terapeutiche e cosmetiche. Conoscerle avvolgerà di poesia e di sentimenti la propria dedizione al mondo naturale. Ogni pianta ha una sua storia, generalmente legata alla mitologia greca.

Anche gli animali hanno sempre avuto un ruolo preminente nella mitologia dei diversi popoli. Gli egizi, per esempio, veneravano divinità dal busto umano e testa d’animale. I greci, a loro volta, tramandavano leggende che narravano d’esseri umani trasformati in bestie. Alcune d’esse confluirono nella mitologia classica e, attraversando i secoli, sono giunte fino a noi. Al presente le credenze mitologiche non godono più di molto credito, ma ve ne sono alcune che, nonostante tutto il nostro spirito razionalistico, continuano ad esercitare un certo fascino.

Si anima la vita, si dischiude come un battito d’ali di farfalla, incarnando la libertà che emerge nella poetica pittorica di Rosaka che, nella serie dedicata alle Metamorfosi, plasma quella vibrazione aerea del volo di farfalla, il cambiamento dell’anima che asseconda la consapevolezza della mente umana.
Nella serie di opere l’artista immette numerosi rimandi alla madre terra, evocando il regno animale così come il cambiamento delle stagioni e sconfinando in una poetica che ingloba l’essenza umana. Tutto riverbera nell’anima in quanto, l’Io umano vive di vibrazioni naturalistiche, la sua essenza viene plasmata dall’estrema sensibilità che ne caratterizza le velature cromatiche delle opere di Rosaka, come nell’opera “La vita è nelle nostre mani”, in cui possiamo notare questa duplice essenza – umana e animale – racchiusa in un gesto allusivo della creazione dell’uomo come a rimarcare quell’enfasi vitale che accomuna umanità e natura.
Dott.ssa Elisabetta La Rosa da “Interazioni narrative”

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